Quando la mente incontra il cuore: Feuerstein e le emozioni


Per secoli la cultura occidentale ha separato razionalitร  ed emozione. La prima era considerata la facoltร  nobile, quella che ci avvicinava alla perfezione. Cogito ergo sum! Le seconde erano qualcosa di istintivo, da tenere a bada. Questa divisione ha lasciato un segno profondo anche nel modo in cui pensiamo all’educazione.

Reuven Feuerstein, psicologo israeliano attivo in modo sistematico dalla seconda metร  del Novecento, ma sensibile ai bisogni di chi gli stava vicino e pronto a dare supporto, ha contribuito in modo decisivo a superare questa separazione. La sua metafora รจ semplice e potente: emozione e cognizione sono le due facce della stessa moneta, ma la moneta รจ trasparente: non puoi osservare un lato senza vedere anche l’altro.

Nel suo modello, il lato cognitivo risponde alle domande cosa, come, dove e quando. Il lato affettivo risponde al perchรฉ, alla motivazione, all’energia che muove o blocca ogni comportamento. Senza la spinta emotiva, la struttura cognitiva resta vuota. Senza strumenti cognitivi, le emozioni travolgono invece di orientare.

Questo ha conseguenze pratiche molto concrete. Un bambino che si sente incompetente non impara, non perchรฉ non sia capace, ma perchรฉ l’emozione di inadeguatezza consuma tutta l’energia disponibile. Il senso di inadeguatezza frena l’azione: chi si sente inadeguato non si mette in gioco per paura del fallimento. Se non si “fa”, se non si sperimentano cose nuove, non si apprende.

Al contrario, un bambino che sperimenta il successo, che si sente visto e compreso da un adulto significativo, sviluppa non solo competenze ma fiducia in sรฉ stesso. Sperimentare il successo non รจ sinonimo di arrivare subito all’obiettivo, di vincere, di essere il primo, il piรน bravo. Si sperimenta il successo quando si sanno apprezzare i passi, anche se piccoli, che si stanno compiendo. Si sperimenta il successo quando si individua il motivo che ha portato ad incontrare difficoltร  ed eventualmente a sbagliare, e si trovano strategie e coraggio per riprovare e procedere verso nuove acquisizioni.

La fiducia del Mediatore, integrata dalla fiducia nella propria capacitร  di affrontare il nuovo ed il complesso, diventano il motore di ogni apprendimento successivo.

รˆ per questo che nel metodo Feuerstein la figura del Mediatore (l’educatore, il genitore, il formatore) ha un ruolo cosรฌ centrale. Non si limita a trasmettere contenuti: media tra il soggetto e il mondo, aiutandolo a dare senso a ciรฒ che vive, a collegare emozione e pensiero, a costruire una visione di sรฉ come persona capace di cambiare e crescere. Un buon Mediatore sa anche astenersi dall’intervenire, puntando a dare autonomia e capacitร  di autoefficacia.
Nella prefazione del primo libro di Feuerstein tradotto in italiano:

Nel primo libro di Feuerstein tradotto in italiano “Non accettarmi come sono” (aiutami a diventare ciรฒ che posso essere) Feuerstein evidenzia il ruolo fondamentale dell’educatore nella crescita dei ragazzi

Tra fine agosto e settembre esploriamo insieme questi temi nel percorso “Vita emozionale fuori e dentro di noi”: tre incontri online e una giornata in presenza a Trieste. Trovi tutte le informazioni nella Sezione Corsi del sito di Una chiave per la mente.

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