In questi giorni abbiamo festeggiato Chanukà, una festività ebraica di grande importanza spirituale e storica per l’ebraismo, cultura di appartenenza del professor Feuerstein.

La festività, conosciuta anche come la festa delle luci, ricorda la volontà del popolo ebraico, sottomesso al dominio ellenico di Antioco Epifane (secondo secolo a. C), di riconquistare la propria indipendenza e l’autonomia di pensiero.
Il valore che possiamo trovare in questa festività è legato a due aspetti in particolare:
- la determinazione ad agire senza vacillare né tanto meno desistere neanche se gli obiettivi dovessero sembrare impossibili da raggiungere. Le risorse a disposizione, seppure poche, vanno comunque sempre utilizzate con determinazione ed energia quando l’obiettivo è significativo e rilevante.
- La forza vera è frutto di collaborazione. Ognuno di noi è portatore di una piccola luce, ma mettendo insieme la luce di ognuno, l’oscurità (simbolo di difficoltà, dubbi, criticità e quant’altro possa “oscurare” ed indebolire) è affrontabile. La bellezza complessiva della luce dipende dall’armonia tra le singole, piccole fiammelle. Operare in rete con la collaborazione tra i vari attori in gioco è la strada privilegiata per procedere in modo efficace
E questo è quanto Feuerstein ci ha dato come insegnamento: non esiste situazione né momento della vita in cui si dica: non c’è nulla da fare. Anche se non si sa fin dove si potrà giungere, il fatto di agire e muoversi verso il raggiungimento dell’obiettivo è già di per sé positivo.
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Dobbiamo attivarci, essere pronti alla collaborazione per darci sostegno a vicenda, per creare resilienza ed uscire arricchiti dall’esperienza vissuta.
Che in questi giorni, i più bui dell’anno, ci illumini il calore dei nostri cuori e del nostro pensiero, che la collaborazione, il confronto, il reciproco supporto diano energia ed illuminino la lunga e difficile strada da percorrere.
Buone feste da UNA CHIAVE PER LA MENTE


