Il valore della vita emozionale nella quotidianità di giovani e meno giovani. A scuola di emozioni


Jael Kopciowski tratto e rielaborato da “A scuola di Emozioni” Ed. La Scuola 2007

Il malessere presente nel mondo che ci circonda è sotto i nostri occhi: dolore, odio, rabbia sono onnipresenti e comunicati attraverso comportamenti distruttivi per sé e per gli altri. Li troviamo sottoforma di manifestazioni macroscopiche (suicidio, omicidio, guerra), sottoforma di piccole e continue controversie, polemiche futili e diatribe spesso gratuite che minano la serenità, togliendo piacere al vivere quotidiano.

Ma al mondo esistono anche moltissime manifestazioni di cooperazione, di comprensione reciproca, di altruismo e condivisione. Compito di un educatore davvero convinto del proprio ruolo attivo e propositivo consiste anche nel porsi la domanda: “Come posso incidere positivamente per contenere le situazioni di malessere e promuovere l’apertura mentale, la capacità di intesa ed il dialogo?”

La società odierna investe molta energia nella preparazione tecnologica, nella trasmissione di informazioni e di procedure di tipo pratico, lavorando in modo meno diffuso sulla sfera emotiva. Esistono molti “corsi” sulle emozioni, ma il viverle quotidianamente comprendendone la portata, l’origine, il significato ed il valore è poco in sintonia con l’impostazione di vita generale. Spesso la conseguenza è una frequente difficoltà di “gestione” degli stati emotivi.

L’insegnamento tradizionale fornisce un’accurata ed ampia visione della realtà esterna, ciò che c’è “fuori” di noi, nel tempo e nello spazio, mentre non focalizza l’attenzione e l’impegno sulla realtà interiore, su pensieri e sentimenti, sugli stati emozionali profondamente legati alla vita di gruppo dell’ambito scolastico e di molte attività extrascolastiche, alle criticità implicite nelle fasi di apprendimento ed alla visione costruttiva dei conseguenti vissuti di successo e fallimento.

L’intreccio tra cognitivo ed emotivo, la visione dell’individuo nella sua completezza, è la caratteristica di fondo dell’approccio Feuerstein.
Ne faremo una piccola sperimentazione durante le attività del corso: “Vita emozionale fuori e dentro di noi”

Disegni di Giorgio Mieli

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