La plasticità cerebrale è la capacità del cervello di modificarsi nella sua struttura e nelle modalità di funzionamento in risposta all’ambiente. Fino agli anni 60 del secolo scorso, si è creduto che il cervello potesse cambiare solo nel corso dell’infanzia e che il cervello degli adulti mostrasse la sua configurazione permanente.
Oggi sappiamo che esiste un periodo critico in cui i cambiamenti sono più evidenti e l’apprendimento è più facile e duraturo. Durante lo sviluppo avviene una vera e propria selezione dei circuiti neuronali a spese di altri. Il cervello mantiene attivo e consolida ciò che risulta più utilizzato, riducendo anche in maniera drastica, tutto ciò che non sembra “utile” in modo significativo.
Per tutta la durata della vita, però, il cervello continuerà ad apprendere un grande repertorio di informazioni e abilità mediante un meccanismo leggermente diverso: i circuiti definiti nell’infanzia rimarranno sostanzialmente stabili, ma i neuroni si riorganizzeranno sotto l’influenza degli stimoli esterni. Tale plasticità è alla base della nostra differenziazione da individuo a individuo: esperienze diverse rendono ciascuno di noi uno specialista unico, un essere irripetibile e prezioso.

E’ pertanto evidente che vivere sin dalla nascita in un contesto accogliente, ricco di stimoli in modo coerente ed equilibrato, agevola il potenziamento di capacità cognitive e promuove un buon equilibrio psicosociale.
Dal punto di vista applicativo questo spiega il valore della figura del Mediatore vista nell’ottica Feuerstein. L’applicazione dei suoi principi relazionali porta la creazione di un ambiente coerente con quanto le ricerche neuroscientifiche hanno evidenziato e che già dagli anni ’50 Reuven Feuerstein avevano definito: Ambiente promotore di Modificabilità Cognitiva Strutturale. Con il termine Modificabilità Cognitiva Strutturale si intende la capacità del cervello di utilizzare efficacemente le esperienze di vita per incidere sulle proprie strutture ed acquisire competenze e conoscenze nuove pronte a diventare stabili e consolidate nel tempo.
Con decenni di anticipo e “litigando” con il mondo accademico degli anni 50, 60, 70, e, spesso anche negli anni successivi, Reuven affermava che tale Modificabilità è attiva tutta la vita, anche se con dinamiche, modalità e tempi diversi.
Ricordo una volta che mi ha detto:

Sai Jael quale è stato il regalo più bello che ho avuto per i miei ottanta anni? Il fatto che le ricerche scientifiche hanno confermato quanto io “sentivo” dentro di me come valore dell’essere umano, un valore che vedevo realizzarsi quotidianamente tra le persone che venivano da noi al Centro con fiducia nelle nostre azioni.
