L’Arca e il Tabernacolo


Il Signore, diede al popolo le indicazioni per costruire il Tabernacolo, cioè un Santuario che i figli di Israele avrebbero potuto portare con sé nel corso delle loro peregrinazioni e che avrebbe contenuto le Tavole del  Patto, segno della  presenza divina.

Bezalel, coadiuvato da altri artigiani particolarmente abili, guidò l’opera di tutti coloro che vollero collaborare.

Tutti gli appartenenti al popolo, uomini e donne, giovani  ed  anziani  parteciparono generosamente alla costruzione: chiunque avesse   qualche  cosa  di  utile  ed  adatto lo mise a disposizione, chiunque padroneggiasse un’arte prestò la propria opera.

Il Tabernacolo doveva essere costruito grazie al contributo di tutti.

 “Dì ai figli di Israele che mi facciano un’offerta

 Furono  le   parole del Signore

 “Accetterete l’offerta  di  ogni  uomo  che  me  la faccia di  cuore”.

Mosè era preoccupato: temeva che non si sarebbero trovate materie prime sufficienti nel deserto, ma il Signore lo tranquillizzò dicendo  che  attraverso  la  collaborazione  di  tutti  ci sarebbe  stato  anche  più  del  necessario.

La costruzione sarebbe stata molto bella ed  appariscente.  Nonostante la  fastosità del  progetto, il Signore sottolinea che non esisteva nessuna imposizione, non era previsto alcun tipo di tassa per la costruzione  del   Tabernacolo.  Egli avrebbe  accettato  il  dono  di   chiunque   avesse portato  qualche cosa  con   cuore  puro, qualunque cosa  fosse e d i qualunque quantità  lo  portasse:  tanto più  generose fossero state le offerte spontanee, tanto più  bello sarebbe stato il  risultato finale, bene collettivo che avrebbe accompagnato  il   popolo  per   tutto  il   periodo  del  deserto.

(Liberamente tratto e ridotto da Ascolta ti racconto la Torà)


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