Mandato Britannico: la Palestina
Mentre chi viveva in Europa subiva le leggi razziali, culminate con le deportazioni, nella Palestina sotto mandato britannico รจ attiva la Brigata ebraica conosciuta come โBrigata Palestinese, un corpo dellโesercito inglese composto da volontari ebreiโ (vedi foto dโepoca).
Il primo nucleo della Brigata Ebraica si era costituito nel 1919: รจ il battaglione della Legione ebraica, anche detto First Judeans. (esercito inglese mandatario)
Nel 1940 gli ebrei di Palestina si arruolarono in compagnie ebraiche inquadrate nei tre battaglioni di fanteria dellโEast Kent Regiment, inviati in Egitto e in Cirenaica.
I volontari della Brigata presero parte anche in Italia alla seconda guerra mondiale sul fiume Senio in Romagna, fra il marzo e lโaprile 1945. Svolsero successivamente un ruolo prezioso nellโazione umanitaria delle organizzazioni di soccorso internazionale recuperando alla vita decine di migliaia di reduci dai campi di concentramento.
La brigata Palestinese contribuรฌ in modo significativo alla vittoria finale, mentre tutte le popolazioni arabe si schierarono dalla parte dei nazisti.


Riporto un articolo di Indro Montanelli per il Corriere della Sera.
La terra di chi
Cinquant’anni fa. Dal ยซCorriere della Seraยป del 16 settembre 1972
di Indro Montanelli
Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non cโรจ dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non dโIsraele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perchรฉ i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta.
La terra di Israele รจ sempre stata la terra degli ebrei. Se leggiamo le descrizioni di Gerusalemme fatta nel 1800 da Marx e Mark Twain, leggiamo di โuna cittร povera e miserabile abitata nella parte Est, interamente, da ebrei poveri e miserabili che erano sempre vissuti lรฌ, da tremila anniโ. Gli arabi erano sรฌ in leggera maggioranza numerica ma in gran parte erano nomadi senza terra, lโunica vera comunitร stanziale era quella ebraica che abitava le stesse case da migliaia di anni.
Gli ebrei sionisti emigrati nel โ900 si sono massacrati a dissodare, irrigare, fabbricare desalinizzatori, sono morti a migliaia di stenti e di malaria, parassitosi, colera, ameba, tifo, setticemia e tetano. Sono morti a decine di migliaia, ma poi hanno vinto, il deserto รจ fiorito, dove c’erano lande desolate รจ nato un paese di filari di vite e di limoni.
Per poter di nuovo odiare gli ebrei รจ violato il diritto civile, che per dirla con un toscanismo si riassume in โchi vende, poi, non รจ piรน suoโ. Gli arabi la loro terra se la sono venduta, prima ai sionisti facendola pagare carissima, poi alla comunitร internazionale intascando 66 anni di fiumi di denaro per risarcirgli il โdoloreโ di aver perso 20.000 chilometri quadrati di terra che non รจ mai stata loro, meno del Piemonte, che quando cโerano loro era un terra di sassi, paludi e scorpioni.
Nel 1876, assai prima dunque della nascita del sionismo, vivevano a Gerusalemme 25.000 persone, delle quali 12.000, quasi la metร , erano ebrei, 7500 musulmani e 5500 cristiani. Nel 1905 gli abitanti erano saliti a 60.000. Di questi 40.000 erano ebrei, 7000 musulmani e 13.000 cristiani. Nel 1931 su 90.000 abitanti, gli ebrei erano 51.000, i musulmani 20.000 e i cristiani 19.000. Nel 1948, alla vigilia della nascita dello Stato ebraico, la popolazione di Gerusalemme era quasi raddoppiata: 165.000 persone, di cui 100.000 ebrei, 40.000 musulmani e 25.000 cristiani. La presenza ebraica a Gerusalemme ha sempre costituito il nucleo etnico numericamente piรน forte. Di nessun altro popolo Gerusalemme รจ mai stata capitale. Eโ quindi una leggenda lโaffermazione che gli ebrei siano stati assenti da Gerusalemme per quasi venti secoli o che costituissero una insignificante percentuale della popolazione.
Prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale, il nazismo in Germania giร perseguitava i suoi 500.000 cittadini ebrei. Le disperate richieste di quegli ebrei di essere accolti nei paesi democratici al fine di evitare quello che giร si profilava chiaramente come il loro tragico destino, vennero respinte.
Nel luglio 1938, i rappresentanti di trentuno paesi democratici sโincontrarono a Evian, in Francia, per decidere la risposta da dare agli ebrei tedeschi. Ebbene, nel corso di quella Conferenza, la risposta fu che nessuno poteva e voleva farsi carico di tanti profughi. Dal canto suo la Gran Bretagna, potenza mandataria della Palestina, venendo meno al solenne impegno assunto verso gli ebrei nel 1917 di creare una National Home ebraica in Palestina, nel 1939 chiudeva la porta proprio agli ebrei con il suo Libro Bianco, nel vano tentativo dโingraziarsi gli arabi.
Eโ stata questa doppia chiusura a condannare a morte prima gli ebrei tedeschi e poi, via via che la Germania nazista occupava lโEuropa, gli ebrei austriaci, cechi, polacchi, francesi, russi, italiani, e cosรฌ via. Il costo per gli ebrei dโEuropa, che contavano allora una popolazione di dieci milioni, fu di sei milioni di assassinati, inclusi un milione e mezzo di bambini. Appena finita la seconda guerra mondiale i 5/600.000 ebrei superstiti, in massima parte originari dellโEuropa orientale, si trovarono senza piรน famiglia, senza amici, senza casa, senza poter rientrare nei loro paesi, dove lโantisemitismo divampava (in Polonia ci furono sanguinosi pogrom persino dopo la guerra, e nellโUnione Sovietica Stalin dava lโavvio a una feroce campagna antiebraica).
Tra il 1945 e il 1948 nessun paese occidentale, Gran Bretagna e Stati Uniti in testa, volle accogliere neanche uno di quel mezzo milione di ebrei โdisplaced personsโ, come venivano definiti dalla burocrazia alleata. La Palestina, malgrado la Gran Bretagna e il suo Libro Bianco, sempre in vigore anche dopo la fine della seconda guerra mondiale, non fu quindi una scelta, ma lโunica speranza, cioรจ quella del โritornoโ a una patria, allโantica patria, una patria dove da tempo si era giร formata una infrastruttura ebraica.
Nel passato la vita degli ebrei nei paesi islamici e negli stessi paesi arabi รจ stata nellโinsieme sopportabile. Di serie B, ma sopportabile. Gli arabi hanno incominciato a sviluppare in Palestina un odio โpoliticoโ nei confronti degli ebrei pochi anni dopo lโinizio, nel 1920, del Mandato britannico. Lโodio, sapientemente fomentato dai capi arabi, primo tra i quali il Gran Muftรฌ di Gerusalemme (che durante la seconda guerra mondiale avrebbe raccolto volontari per formare una divisione SS araba andata poi a combattere a fianco dei tedeschi contro lโUnione Sovietica), doveva culminare, dopo molti altri gravi fatti di sangue antiebraici, nella strage perpetrata a Hebron nel 1928 contro lโinerme, antica comunitร religiosa ebraica.
Chiunque abbia viaggiato e vissuto nei paesi arabi durante le guerre del 1947-1973, sa che lโintera coalizione araba (Egitto, Siria, Iraq e Giordania) con il sostegno dei paesi arabi moderati, avevano un solo scopo che non veniva tenuto celato: il compito non era dare una patria ai palestinesi. Era cancellare ed annientare lo Stato di Israele. Le tragiche vicende che hanno successivamente tormentato il popolo palestinese sono state sempre per mano araba. Due i fatti impossibili da dimenticare: lo sterminio dei palestinesi in Giordania per mano di re Hussein e delle sue artiglierie, dove, solo il primo giorno del terribile โSettembre Neroโ si contarono 5.000 morti; le stragi nel Libano, dove i palestinesi sono stati assediati ed attaccati, distrutti e costretti alla fuga dai miliziani sciiti di โAmalโ e dai siriani.

