… che io possa tentare con tutte le mie forze!


โ€œChe io possa vincere ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze!โ€ 

Luciana Sardo

Questo รจ il motto degli atleti che il 6 giugno si sono ritrovati a La Spezia per partecipare alle Special Olympics Italia.


Si tratta di oltre 2000 atleti appartenenti alle societร  sportive ed ai sodalizi accreditati a โ€˜Special Olympicsโ€™ e provenienti da tutta Italia per dare prova delle proprie capacitร . Le discipline coinvolte sono state: calcio, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, nuoto, atletica leggera, basket, tennis, bowling, golf, bocce e canottaggio.


I giochi nazionali sono stati inseriti dalla Prefettura di La Spezia nei festeggiamenti dei 150 anni dellโ€™Unitร  dโ€™Italia per gli alti valori che possono trasmettere alla cittadinanza e ai giovani.

Un piccolo gruppo di 4 atleti di Trieste ha partecipato per la specialitร  del canottaggio: Patrizia Brandolin, giร  presente alle Special Olympics dello scorso anno sempre a La Spezia, Giorgia Tomizza , Giovanni Skerl e Matteo Riosa.


Il viaggio รจ stato organizzato in modo tale da favorire lโ€™integrazione dei ragazzi e anche dei genitori, per questo abbiamo scelto di viaggiare tutti assieme usando un pulmino a nove posti anzichรฉ ognuno la propria macchina. E i ragazzi, ma anche gli adulti, si sono divertiti molto sia allโ€™ andata che al ritorno benchรฉ il viaggio fosse piuttosto lungo.

A La Spezia abbiamo vissuto emozioni intense sia per le gare sia per lโ€™affascinante cerimonia di apertura. Come vuole il protocollo olimpico abbiamo sfilato per la via principale , assistito allโ€™accensione del tripode, alla lettura del giuramento, alla proclamazione dellโ€™apertura ufficiale dei giochi e al bellissimo e coinvolgente  spettacolo composto di giocolieri, ballerini, cantanti e comici, intervallati da discorsi di personaggi autorevoli che, ognuno in maniera diversa, davano il benvenuto ed il loro saluto agli atleti, ai partners, ai familiari e agli accompagnatori.

La chiusura di questa serata evento si รจ  svolta sulle note di un complesso famoso come i โ€œNomadiโ€, e con glโ€™ immancabili fuochi dโ€™artificio.

I ragazzi erano entusiasti.
Il giorno dopo la prima gara di canottaggio prevista alle 9 del mattino, รจ stata rimandata al pomeriggio causa il brutto tempo. La pioggia, รจ il caso di dirlo, scendeva a dirotto e non lasciava molte speranze per cui abbiamo approfittato per andare un poโ€™ in giro e conoscere paesini famosi come Porto Venere e Lerici.

Alle 15 precise del 7 giugno eravamo sul campo: in quel momento non pioveva e le gare hanno avuto inizio. Due ragazze hanno fatto parte dello stesso equipaggio come atlete: Giorgia capovoga e Patrizia, al numero tre dellโ€™imbarcazione โ€œcoastal rowingโ€, contro  altri due  equipaggi  femminili. Siamo arrivate ultime o terze come dir si voglia, ma Giorgia in particolar modo ha dimostrato molta sicurezza nel mantenere il ruolo di capovoga.

Per tutti  i 250 metri del campo gara non ha perso un solo colpo, ha portato avanti la sua gara dando esempio a tutti gli altri partecipanti. Anche i ragazzi Matteo e Giovanni, che vogavano in equipaggi misti composti da atleti di Trieste e di Roma, hanno svolto molto bene le loro competizioni. Giovanni ha potuto condividere la gara con il padre e anche lui ha avuto lโ€™opportunitร  di stare al primo posto in barca mentre Matteo ha vogato sotto una pioggia torrenziale che ovviamente lo ha โ€œlavato โ€œda capo a piedi. Lโ€™unica che ha fatto molta fatica รจ stata Patrizia perchรฉ non stava  bene causa  un forte raffreddore.

A causa del brutto tempo le gare, che avrebbero dovuto svolgersi in tre giorni, si sono svolte tutte in un pomeriggio comprese le premiazioni.

Sono state premiate tutte le โ€˜divisioniโ€™ (cosรฌ sono state definite le batterie eliminatorie, non escludendo alcun equipaggio), primi, secondi e terzi posti.

I ragazzi sono andati a prendere la propria medaglia chi particolarmente fiero di salire sul podio, chi piรน timido ed impacciato: qualcuno ha persino  pianto! 

Lโ€™importante era, come sempre, essere li a condividere un lavoro svolto nel tempo, una capacitร  acquisita e riconosciuta non solo dai propri genitori e persone vicine, ma anche  da persone estranee. Questo incontro ha  dato la dimensione del proprio ruolo e delle proprie capacitร , amplificando anche la voglia di fare, ancora meglio.

I ragazzi si sono sostenuti lโ€™un lโ€™altro  facendo il tifo per i propri compagni di squadra, aiutandosi vicendevolmente, preparando le barche, portando i remi e chi correndo a prendere quel qualcosa che allโ€™ultimo, un attimo prima di salire in barca per raggiungere la partenza,  mancava.

Lo sport  e i giochi sono  mezzi che tutti usiamo non solo per migliorare  le nostre capacitร , ma anche le relazioni con gli altri imparando a gestire anche il senso di competizione caricandolo di nuovi significati; il motto, che eโ€™ diventato anche  giuramento dei giochi, lo dice molto chiaramente; โ€œche io possa vincere ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forzeโ€. Si tratta di un impegno preso con se stesso, di una sfida con la propria volontร , di una intenzionalitร  che non lascia spazio alla casualitร  e che amplia  il senso di responsabilitร .


Lโ€™integrazione la sensibilizzazione culturale dei cittadini per la valorizzazione delle abilitร  acquisite, assieme alle famiglie che sono le prime ad essere coinvolte, sono stati gli obiettivi che i giochi si sono prefissati e sempre si prefiggono tanto da metterlo โ€œnero su biancoโ€ nel progetto dei giochi olimpici .Per questo molta attenzione e spazio รจ stato dato ai famigliari con un  programma che ha messo a fuoco aspetti come il condividere le esperienze positive, sentirsi coinvolti in modo attivo perchรฉ lโ€™esperienza dei familiari รจ sempre diretta, concreta e anche trainante.

Cosรฌ รจ stato anche per il piccolo gruppo che da Trieste si รจ mosso per andare a far parte di un momento diverso, importante per tutti: per i genitori e per i figli .Tutti si sono messi in gioco, tutti hanno dato il loro contributo.


Nel nostro percorso di tre giorni abbiamo visto e vissuto il valore di un lavoro lungo assieme alle famiglie, assieme ai volontari operatori e a tutta la gente che ha semplicemente assistito agli spettacoli dello sport.